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Foto di Il Monello

Cile, Egitto, Giappone...

Uno sguardo ai desserts freddi dell’antichità

Molto prima dei freezer, l’uomo cercava già il freddo.

In epoche e luoghi lontani, si imparò a raffreddare e dolcificare non per comodità, ma per stupore. I dolci freddi erano rari, preziosi, legati a riti, potere e celebrazione.

Con l’inizio di un nuovo anno, è bello guardare indietro.

Egitto: il ghiaccio dei faraoni

Nell’antico Egitto, il freddo era un lusso. Il ghiaccio veniva conservato dalle notti fredde del deserto o trasportato da lontano.

Mescolato con miele e succhi di frutta, dava vita a forme primitive di sorbetto, riservate ai potenti. Un segno di prestigio e dominio sulla natura.

Il freddo, sotto il sole, diventava meraviglia.

Giappone: il freddo come rito

Nel Giappone antico, il ghiaccio era venerato. Durante il periodo Heian, veniva conservato in ghiacciaie sotterranee e servito alla corte imperiale.

Con sciroppi o frutta, questi desserts non erano consumati con leggerezza. Erano rituali, fatti di silenzio e precisione.

Da qui nasce lo spirito del kakigōri.

Cile: la neve delle Ande

Sulle Ande, le popolazioni indigene raccoglievano la neve fresca e la mescolavano con frutta o miele. Un dolce semplice, condiviso durante feste e momenti speciali.

La neve non veniva controllata.

Veniva accolta.

Il freddo come celebrazione

Queste tradizioni ci ricordano che il freddo non era quotidiano. Era un evento. Un’esperienza.

In un mondo dove tutto è immediato, questi racconti ci invitano a rallentare.

Un pensiero per l’anno nuovo

Forse il nuovo anno può iniziare così: con più attenzione.

Più attesa.

E la capacità di trovare meraviglia nelle cose più semplici.

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